Il Regolamento

Come in ogni disciplina sportiva che si rispetti, anche il braccio di ferro ha delle regole ben precise che normano le gare e che vanno assolutamente rispettate. Iniziamo a dire che gli incontri ufficiali si svolgono solamente su tavoli regolamentari con misure precise e imposte dalla WAF. In Italia gli unici tavoli regolamentari sono distribuiti dalla Pignatti, un’azienda riconosciuta dalla Sezione Braccio di Ferro italiana che produce tavoli su misura. Ogni altro tavolo prodotto artigianalmente, anche se con misure identiche, non può essere usato per competizioni ufficiali. Gli incontri inoltre si svolgono non seduti, come si gareggiava anticamente, ma in posizione eretta (Stend Up).

Le competizioni si suddividono in classi che dividono gli atleti a seconda del sesso, della fascia di età e del peso per rendere il tutto più equilibrato possibile. Le classi ufficiali in italiane divise in base all’età sono:

  • Speranze: dai 14 ai 16 anni;
  • Juniores: dai 17 ai 19 anni;
  • Esordienti: dai 20 ai 40 anni;
  • Senior: dai 20 ai 40 anni;
  • Master: dai 40 ai 50 anni;
  • Grand Master: dai 50 ai 60 anni;
  • Senior Grand Master: + 60 anni.

Le categorie senior sono le più difficili e includono i migliori atleti presenti sul panorama italiano. Le categorie italiane divise per peso invece partono da 60 kg e arrivano fino a 100 con categorie di 5 kg in 5 (60 – 65 – 70 – 75 – 80 – 85 – 90 – 95 – 100), si aumenta poi a 110 diretto e la più pesante è la categoria da + 110 kg. A livello mondiale le categorie sono quasi identiche con la differenza che non esiste la 95 kg ma esiste la 55 kg maschile.
Per le categorie femminili invece i pesi si dividono in: 50 – 55 – 65 – 70 – 80 – +80 kg.

Tutti gli atleti devono presentarsi agli incontri in tenuta sportiva. Tuta e maglietta con scarpe da ginnastica adeguate. Non saranno ammessi atleti che si presentano alle gare in un abbigliamento non consono.

Per quanto riguarda le regole andiamo ad analizzarle insieme:

  1. Posizione di partenza con mani ben chiuse e perpendicolari al centro del tavolo. Oggi il centro è indicato anche con un laser per facilitare il lavoro del giudice di gara;
  2. Gomiti appoggiati all’interno del cuscinetto. Ricordiamo che in qualunque momento della gara, alzare il gomito rappresenta un fallo e che al secondo fallo si perde l’incontro automaticamente;
  3. Bicipite staccato dall’avambraccio, l’arbitro per controllare la posizione può interporre la propria mano fra la spalla e l’avambraccio degli atleti;
  4. Spalle parallele alla linea del tavolo;
  5. Le nocche dei pollici devono essere visibili. Questa è una delle regole più difficili da far rispettare visto che molti atleti cercano di salire con le nocche più in alto possibile per essere in vantaggio al momento della partenza;
  6. E’ considerato sconfitto l’atleta che in fase perdente lascia la presa volutamente e non per naturale scivolamento;
  7. La mano deve stare sempre attaccata alla manopola, quest’ultima può essere stretta, sfiorata, impugnata in alto o in basso a seconda della propria tecnica di tiro ma non può essere lasciata;
  8. Non è possibile tenere contemporaneamente entrambe le gambe alzate sia in fase di partenza sia durante l’incontro. Una a scelta deve essere sempre a contatto con le pedane di gara;
  9. Un atleta ha diritto a mezzo minuto di risposo dopo un fallo;
  10. Al momento della chiamata al tavolo, i due atleti hanno un minuto per disporsi correttamente in posizione di partenza, se ciò non è possibile l’arbitro interverrà posizionando con le sue mani i due contendenti. In questa fase ogni richiamo verrà considerato fallo;
  11. La presa non deve assolutamente causare dolore all’avversario;
  12. E’ vietato trazionare l’avversario verso di se prima della partenza dell’incontro;
  13. Sono severamente vietati l’uso di braccialetti, anelli, orologi, polsiere e qualunque materiale possa essere di disturbo un gara;
  14. Il segnale di partenza è il “ready – go”, nessun atleta può partire prima di tale segnale e la cadenza viene decisa dall’arbitro;
  15. L’arbitro è l’unico che può stabilire la fine di un incontro dicendo “stop”, per cui anche se a un atleta sembra di aver vinto deve continuare a tirare fino alla parola stop;
  16. Le gambe non devono interferire con l’avversario ma è consentito puntarsi o avvolgere una gamba del tavolo per sviluppare più forza se non crea disturbo al contendente;
  17. Sono consentite l’utilizzo di polveri o paste antisudore per evitare lo scivolamento delle mani. Generalmente sono messe a disposizione dell’ente che organizza gli incontri;
  18. Non esiste durata minima ne massima di un incontro;
  19. Su un atleta non si presenta al tavolo entro un minuto dalla chiamata perde automaticamente l’incontro;
  20. Se il gomito si solleva a causa dell’avambraccio o del tricipite che appoggia sul cuscinetto durante l’incontro, non viene considerato fallo a patto che rimanga all’interno del cuscinetto;
  21. Se all’inizio dell’incontro i due contendenti alzano contemporaneamente i gomiti dal cuscinetto non viene considerato fallo e si ripete la partenza;
  22. Le cinghie vengono applicate dopo il primo sgancio regolare
  23. Sono considerate fallo, spinte volontarie verso l’avversario;
  24. Vengono bloccati tutti gli incontri a rischio ovvero quei match dove gli atleti sono messi in posizione pericolosa. Ne sono esempio la spalla non in linea con l’avambraccio, la torsione e altre posizione che potrebbe provocare fratture. In questo caso l’arbitro potrà richiamare l’atleta, assegnare un fallo o dichiarare addirittura la sconfitta del match;
  25. Linguaggio offensivo verso il rivale o gli enti preposti all’organizzazione e al controllo della competizione saranno considerati falli. In caso di continui atteggiamenti scurrili, l’atleta potrà essere squalificato dalla competizione.

Queste sono le regole principali vigenti in questo momento. A queste si aggiungono molte regole minori come il divieto a copricapi ingombrati, capelli lunghi legati e molti altri ancora che sono a valutazione e discrezione dell’arbitro.

A queste regole si aggiungono quelle che secondo Noi sono le regole del buon senso e della correttezza che lo sport dovrebbe far emergere in ogni persona. Una bella stretta di mano prima dell’incontro e un complimento alla fine indipendentemente da come va il match, la gentilezza e l’educazione sono alla base di qualunque sport e sicuramente alla base degli Assi Tricolori.